La salute e l’isteria non vanno d’accordo

Scritto il 03/02/2020

Mentre la cagnara e le reciproche accuse sui media non aiutano ad alimentare un ambiente sano, ci chiediamo a chi interessi realmente la salute. Non vogliamo infilarci nella polemica sui disagi che un isolamento bizzarro che lascia chiuse scuole ed aperte banche e supermercati, quello che ci interessa è la verità su questa influenza con complicazioni respiratorie.

Pubblichiamo allora un estratto da un post, come sempre equilibrato, del Dott. Bellavite:

L’”albero genealogico” dei virus Sars-Cov-2
Ho appurato che i virus Sars-Cov-2, responsabili dell’epidemia “Covid-19”, sono tutti “imparentati” tra loro nel senso che sono derivati da un progenitore comune, che però non è noto. Quello che si vede nella figura fornita da GISAID (dove sono depositate le sequenze virali man mano che vengono identificati i ceppi) è l’albero genealogico ad oggi https://www.gisaid.org/epiflu-applications/next-sars-cov2-app/

Ogni pallino è un ceppo nuovo (siamo a oltre 100) e i diversi colori indicano le diverse nazioni. La Cina è rappresentatissima, con tanti pallini viola, l’Italia un pallino arancione. A sinistra i primi ceppi identificati e sequenziati, a destra i più recenti. L’albero genealogico dimostra che alcuni ceppi virali sono molto simili tra loro, tanto che si fanno risalire allo stesso progenitore. D’altra parte, si vede che “a monte” del ceppo italiano non c’è uno cinese, anzi esso è proprio già ben distanziato da quelli cinesi. Ecco quindi che si può parlare di un virus “autoctono”, ma ciò non esclude che sia venuto da fuori. Potrebbe essere stato importato e poi essere mutato al punto da differenziarsi dagli altri.

Ancora non si può dire se queste diversità genetiche siano anche diversità di patogenicità o virulenza. Ho anche appurato che i test diagnostici per questo virus sono basati su metodi molto sensibili, capaci di riconoscere sequenze comuni a tutti i coronavirus di questa epidemia, distinguendoli dagli altri comuni coronavirus. Ricordiamo comunque, e qui termino, che il rischio di malattia e la sua gravità dipendono molto dall’ospite, dalla sua suscettibilità, perché le difese antivirali sono legate allo stato di salute e di nutrizione.

Dott. Paolo Bellavite

Le (mediatiche) epidemie di morbillo o di meningite che riempivano i giornali fino a pochi mesi fa, ora lasciano il posto all’isteria per il vaccino contro questa influenza dai 100 ceppi riconosciuti.

A questo proposito vogliamo ricordare che l’azienda che ha depositato il brevetto del vaccino contro il coronavirus nel 2015 (The Pirbright Institute, UK) ha dichiarato sul suo sito che “non dispone di un vaccino testato sugli umani“. Sarebbe bizzarro che il doveroso test di sicurezza fosse svolte in poche settimane, visto che si afferma che di norma ci vogliono anni per mettere sul mercato un vaccino sicuro.

Speriamo che prevalga la ragione e non si arrivi all’obbligo di vaccinazione con farmaci vaccinali di non comprovata sicurezza.

Concludiamo con questo video che arriva da Shanghai, Cina, dove si esorta a curare il COVID-19 con massicce dosi di vitamina C


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